COME E PERCHÈ (E VICEVERSA)

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VIAGULLI37 X OSSERVATORIO FUTURA

ViaGulli37, è un progetto complesso fondato da Marco Bacoli, Giulia Cotterli, Danilo Sciorilli e Claudio Zorzi: quattro artisti assai differenti fra loro, alla cui ricerca come singoli, si affianca l’identità condivisa del progetto.

Ecco che il ‘come’ questo “gruppo” riesca a trovare una ‘sintesi’ per lavorare insieme in un’ottica comune, diventa fondamentale.

Il loro primo progetto collettivo inaugura giovedì 18 febbraio 2021.


Claudio Zorzi – Courtesy of the artists
Marco Bacoli – courtesy of the artists

Federico Palumbo: Che cos’ha spinto quattro artisti – diversi dal punto di vista stilistico e tematico,  come lo siete voi – a unire le forze per la creazione di un progetto – anch’esso multidisciplinare –  che fonde insieme pratica artistica e curatoriale, critica e volontà della creazione di una rete?  

ViaGulli37: I primi due di noi che sono arrivati a Torino circa due anni e mezzo fa sono stati Giulia  Cotterli e Danilo Sciorilli, seguiti ad un anno di distanza da Claudio Zorzi e Marco Bacoli. Originari di diverse regioni d’Italia ci siamo conosciuti all’Accademia di Urbino, una realtà molto piccola in  una città che non offriva agli artisti uscenti dall’Accademia spazi o realtà espositive. Per questo  motivo è con grande entusiasmo che ci siamo da subito immersi nelle varie realtà torinesi.  Altrettanto subito ci è parso chiaro che i vari circuiti fossero molto chiusi e di carattere spesso  autoreferenziale, al di la di chiacchiere di circostanza non si veniva a creare un concreto interesse  conoscitivo (né a livello personale né lavorativo). Così abbiamo deciso di creare col presupposto  di essere inclusiva e aperta una nuova realtà, in cui ci sia uno scambio di idee tra chiunque abbia  voglia di interagire con ViaGulli37. Noi siamo convinti che il confronto con gli altri sia l’unico modo  per progredire, troppo spesso tra artisti ci si vede a vicenda come degli ostacoli da superare e  non pensiamo sia il giusto approccio che dobbiamo avere gli uni con gli altri. Vivendo tutti e  quattro nello stesso condominio stiamo cercando e cercheremo di creare occasioni di conoscersi  e confrontarsi e ci auguriamo di poter col tempo diventare un punto di incontro frequentato  quotidianamente. 

F.P.: Nessuno di voi è torinese. Avete la fortuna di abitare nello stesso palazzo e di condividere gli  studi in un unico cortile. Quanto effettivamente lo scambio (presumo) giornaliero fra di voi è  importante, sia a livello individuale che collettivo? E quanto questo ha contribuito alla nascita del  progetto ViaGulli37?  

VG37: A livello giornaliero il confronto durante la realizzazione delle opere è diviso a coppie: Giulia  e Danilo hanno come punto di partenza comune il disegno, seppur declinato in direzioni diverse,  Claudio e Marco vengono accomunati dal linguaggio pittorico. Uniti da una gestazione dell’opera  piuttosto lunga le riflessioni e il confronto avvengono in un secondo momento, ad opera  terminata.  

Quello che quotidianamente facciamo però è parlare di arte. Una cena tra amici si trasforma quasi  sempre in un dibattito, uno scambio di punti di vista sulle questioni che tormentano la nostra vita  da artisti; un caffè pomeridiano diventa uno scambio di idee sull’arte e i suoi interpreti. L’idea di  ViaGulli37 nasce anche proprio dallo scopo di voler trasporre il microcosmo che abbiamo creato  in un contesto umano più ampio. 

F.P.: Il progetto ViaGulli37 mi pare che possieda diverse connotazioni: artistiche, sociali e politiche.  Questi tre ambiti (sia se considerati separati, sia come ‘faccia della stessa medaglia’) hanno influito  nella nascita del progetto? Sintetizzando: il progetto nasce a causa di alcuni problemi legati al  sistema artistico attuale? E come si pone, ad ogni modo, nei confronti del mondo artistico  contemporaneo?  

VG37: Sì, il progetto nasce anche a causa di problematiche riscontrate all’interno dei circuiti del  sistema attuale, come dicevamo rispondendo alla prima domanda, ma piuttosto che star a  guardare un sistema in cui non ci riconosciamo abbiamo deciso di agire attivamente e in prima  persona.  

Proprio mentre rispondiamo alle vostre domande stiamo preparando la mostra che presenterà gli  artisti vincitori della nostra prima open call: “Site-specific Atto I”. Questa sarà la prima di una serie  di mostre accomunate dal titolo, che costituisce anche il tema, ciascuna in uno spazio diverso.  Abbiamo intenzione di trovare luoghi diversi, lontani dal classico white cube, dove gli artisti e le  loro opere vengono chiamati ad interagire con uno spazio non tradizionale.  

Quando la pandemia allenterà la sua morsa daremo vita a dei talk sul modello tavola rotonda  nord-europea, in cui il pubblico non sarà passivo ad ascoltare un ospite, ma interagirà sul suo  stesso piano diventando parte della discussione.  

A breve lanceremo il primo numero del nostro magazine “Zuper”. Il periodico nasce dall’idea di  dare la possibilità agli artisti di raccontarsi in prima persona e spigare la poetica che anima le  proprie opere, il tutto affiancato da interviste e testi critici di giovani giornalisti e curatori. Per ogni  numero ViaGulli37 inviterà un artista, questo a sua volta ne individuerà un secondo. Questa  metodologia ci permette di allargare la rete di conoscenze scoprendo sempre nuove personalità e  contemporaneamente da l’opportunità ad alcuni artisti di presentarsi in contesti nuovi. Zuper  vuole occuparsi del perché dell’opera, una questione centrale che troppo spesso passa in  secondo piano.

Zuper, il periodico cartaceo d’arte emergente sarà presto distribuito in alcuni spazi selezionati (maggiori news sul profilo instagram ViaGulli37)

F.P.: Trovo interessante che questo progetto sia stato realizzato da quattro artisti. Per di più da  artisti che non possono essere conciliati sotto l’etichetta di collettivo. Tutti e quattro portate avanti  una ricerca singolare, matura e autonoma. Anche laddove viene utilizzato uno stesso medium  (penso alla pittura di Marco Bacoli e di Claudio Zorzi). Qual è la cosa che più vi unisce, sia a livello  umano che artistico? E come conciliate queste differenze stilistiche e concettuali nel momento in  cui andate a sviluppare i progetti che compongono ViaGulli37?  

VG37: Quando siamo usciti allo scoperto per la prima volta ci siamo presentati come un collettivo  umano e non artistico. Questo perché anche se artisticamente non operiamo assieme siamo  accomunati da una vita dedicata all’arte e tutti e quattro riconosciamo la nostra esistenza nella  nostra pratica artistica. Ognuno di noi porta avanti una ricerca e un linguaggio ben definito con  non poche diversità. Sembra scontato dirlo ma quello che ci accomuna sono le nostre differenze  sia come persone che come artisti, queste creano delle rotture che danno vita a dialoghi e  riflessioni che non avremmo modo di fare se avessimo la stessa visione. Ognuno di noi da’ a  ViaGulli37 un contributo differente.

Giulia Cotterli – courtesy of the artists
Danilo Sciorilli – courtesy of the artists

In parallelo all’uscita ufficiale di Osservatorio Futura, abbiamo notato la comunicazione del  progetto ViaGulli37 sui social. Rimanendo piacevolmente colpiti nel notare un’affinità nelle  nostre mission, abbiamo deciso di metterci in contatto con loro. è nata così una  collaborazione continuativa che sta sfociando in amicizia. 

La seconda parte della nostra chiacchierata è proprio sulla necessità che ci ha portato ad  unirci in gruppi di lavoro (ViaGulli37 e Osservatorio Futura) e a collaborare tra di noi. La  domanda fondamentale è: perché? 


ViaGulli37, allestimento Site Specific ATTO I / presente indicativo- courtesy of the artists

Francesca Disconzi: In questa fase di emergenza ci siamo resi conto di quanto sia necessario  creare rete tra realtà indipendenti. Questo fine muove l’intero progetto di Osservatorio Futura e ciò  vale anche per voi. Siete arrivati da poco a Torino: qual è il vostro rapporto con la città e le altre  realtà indipendenti?  

Giulia Cotterli; Danilo Sciorilli: Rispondendo alle domande di Federico abbiamo riflettuto su questi  due anni passati a Torino. Ci siamo arrivati con molto entusiasmo perché, sia con la famiglia  d’origine che per il nostro percorso accademico, abbiamo sempre vissuto in realtà molto piccole e  senza una struttura di spazi indipendenti e gallerie. Eravamo sempre obbligati a spostarci per  partecipare ad eventi artistici, senza vivere appieno la città.  

Durante i primi mesi a Torino abbiamo girato senza sosta tutti gli eventi artistici della città,  cercando di capirci qualcosa in più.  

Abbiamo avuto rapporti con alcuni spazi ma senza approfondire la conoscenza e percependo da  parte loro il timore che, come artisti, potessimo avere richieste nei loro confronti. In realtà ci  piaceva l’idea di fare parte della comunità artistica non per essere chiamati a fare una mostra, ma  piuttosto per avere un confronto e uno scambio di idee.  

Nel 2019 abbiamo deciso di fare una mostra durante il periodo di Artissima (Mostra personale di  Vitangelo Moscarda). Oltre il concept in sé ci interessava la mossa, che definiamo politica, di non  dichiarare la nostra identità in modo che il focus fosse solo sulle opere. Per noi era anche una  riflessione sulla condizione su cui ci trovavamo: eravamo tre nuovi artisti arrivati da poco in città e  di cui probabilmente non interessava niente a nessuno. Abbiamo scelto il periodo di Artissima  perché sapevamo che altrimenti non sarebbe venuto nessuno. Infatti il pubblico arrivava  soprattutto da fuori Torino. Lo definiremmo un rapporto diffidente. 

F.D.: Nonostante questa diffidenza iniziale state portando avanti il lavoro in modo organico, sia con  la rivista Zuper- periodico d’arte emergente – che con la call che avete lanciato (Site Specific  ATTO I)… Come pensate che si possa evolvere il vostro progetto?  

G.C.; D.S.: Dopo “Mostra personale di Vitangelo Moscarda” avevamo altri eventi in programma  ma con il timore che diventasse tutto troppo autoreferenziale. Così abbiamo deciso di ragionarci  meglio ed è nato il progetto di ViaGulli37 che si è evoluto in modo del tutto naturale. La rivista  cartacea Zuper è nata, insieme all’idea della call, dalla domanda: cosa vogliamo offrire alle  persone?  

In tal senso il nostro modo di ragionare è molto da artista: mettiamo sempre al centro l’opera. Non  ci interessa tanto il curriculum o il fatto che l’artista che vuole collaborare con noi abbia uno  spazio, il focus principale è sempre verso la ricerca.  

Speriamo che il progetto continui ad evolversi in modo naturale, tenendo sempre a mente il nostro  fine di creare una rete, cosa che ad oggi manca. Storicamente gli artisti si sono  sempre riconosciuti tra di loro; forse la nostra generazione guarda troppo alla convenienza e  all’obiettivo, piuttosto che al guardarsi intorno. Sembra quasi si debba fare una scalata e che ogni  piccolo gradino debba portare ad altro: crediamo che questo tolga molto spazio al dialogo. 

F.D.: Si parla spesso della poca considerazione da parte delle istituzioni. Qual è la vostra  esperienza in merito? 

G.C.; D.S.: L’idea di creare un’associazione è nata proprio per avere un riconoscimento sul  territorio, poiché autofinanziare tutto diventa insostenibile. 

Per la mostra che avevamo in programma presso i Bagni Pubblici di Via Agliè abbiamo cercato di  muoverci già in tal senso. Ci ha dato una grande mano Torino Creativa, che mettendoci in  contatto con l’assessorato, ci ha trovato uno spazio. è stato ancora una volta il bagaglio di  esperienze come singoli artisti che ci ha portato all’ideazione del progetto Via Gulli 37.  

F.D.: Voglio farvi una domanda scontata ma fondamentale ad oggi: come vi state rapportando con  le difficoltà gestionali della situazione Covid-19? 

G.C.; D.S.: Il primo ostacolo è stato l’inaugurazione della mostra che doveva presentare il  progetto, saltata perché siamo entrati in zona rossa poco prima. Se ci si appoggia ad altri spazi è  inevitabile che vada così perché nessuno sa esattamente dove andare a parare. Si rimane  intrappolati in problemi burocratici che non ti permettono di ideare e sostenere una  programmazione. Adesso, con l’inaugurazione di Site Specific ATTO I le preoccupazione sono le  stesse e la viviamo con il batticuore perché ci sono ancora tante cose da capire. 

Anche con il magazine cartaceo Zuper ci sono stati dei rallentamenti perché esso è pensato per  essere stampato e distribuito a spazi e gallerie che ad oggi non sappiamo quando e come  riapriranno.  

Insomma insicurezza e instabilità ti condizionano. Il problema è che, soprattutto ai livelli più alti, si  aspetta che si torni alla vita di prima, ma è invece necessario qualcosa che arrivi dal basso  cambiando sistema, costruendo nuovi modelli insieme.  

Crediamo che ci sia ancora poca gente che ha questa intenzione, infatti ci si scontra ancora con  la smania (e conseguente frustrazione) di dover entrare a fare parte di un sistema che accoglie  pochi eletti (e non si capisce perché). 

La nota positiva è che da quando ci siamo riuniti nel progetto ViaGulli37 c’è più attenzione e  abbiamo notato la voglia di unirsi e dire: siamo tutti sulla stessa barca. Ora è il momento di  riconoscersi e collaborare davvero, iniziando un dialogo costruttivo.  

F.D.: Il primo lockdown ha presentato una serie di nuovi progetti, adesso si tratta di assestare tutto.  La cosa interessante sarà realizzare quello che ci si è proposti durante la spinta entusiastica del  primo lockdown, noi per primi. Credo anch’io che bisogni lavorare sul perché che muove tutto.  

D.S.: Volevamo chiamare la nostra rivista: Perché?… Menomale che non l’abbiamo fatto: esisteva  già… (ride) 

Ti racconto un aneddoto: due anni fa a Bologna in una galleria veniva presentata un’unica opera.  Il gallerista ha iniziato un racconto sull’oggetto dell’arte e sul processo di creazione in maniera  super dettagliata (del resto, quando metti qualcosa in uno spazio asettico l’attenzione è tutta lì).  Nello spazio riservato alle domande ho chiesto: “Sì, ma perché?” per farla breve ci siamo presi  insulti e siamo passati per irrispettosi.

Questo perché del perché non fotte più niente a nessuno,  ma è una domanda fondamentale. 

ViaGulli37, allestimento Site Specific ATTO I / presente indicativo- courtesy of the artists
ViaGulli37, allestimento Site Specific ATTO I / presente indicativo- courtesy of the artists