IL CACCIATORE-MAGO

EDOARDO MANZONI X FRANCESCA VITALE

Edoardo Manzoni, nato a Crema nel 1993, basa la sua ricerca sulla rielaborazione del contesto rurale. È il tema della caccia ad affascinarlo in modo particolare. Le sue opere da una parte si ispirano ad antichi predatori e ne riproducono il rimando a una forma estetica, dall’altra evocano la forza dell’arte come “trappola di bellezza”.
La sua tecnica artistica spesso ruota attorno all’accostamento di materiali di recupero, in certi casi anche con l’utilizzo di tecnologie digitali.
Attualmente vive e lavora a Milano, dove frequenta il Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti. Nel 2016 ha esposto al PAV di Torino, a Lugano e alla Fondazione Pini di Milano. Nel 2017 ha partecipato alla Triennale di Milano The Great Learning.

Scena di Caccia II, 2020, stampa su poliestere estruso - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Scena di Caccia II, 2020, stampa su poliestere estruso – courtesy of the artist

Francesca Vitale: Dai tuoi lavori si percepisce una forte connessione con il mondo della natura e della caccia. Da dove nasce?


Edoardo Manzoni: La mia pratica artistica è sicuramente influenzata dal contesto rurale nel quale sono cresciuto; la campagna lombarda e il mondo contadino hanno stimolato il mio interesse per l’ambiente e il paesaggio.
La caccia è una pratica ancestrale strettamente legata alla storia dell’arte, che mi permette di approfondire e sviluppare tematiche quali il rapporto tra il mondo umano e quello animale. Sono interessato agli strumenti che l’uomo ha creato come protesi, come forma di relazione e addomesticamento del mondo esterno. Ciò mi ha portato a prendere ispirazioni dal design di trappole o strumenti usati per la caccia, basati sull’inganno e la seduzione; in questo aspetto ho trovato un parallelismo con l’oggetto scultoreo. In un tempo remoto, quello dei cacciatori-raccoglitori, la caccia e l’arte erano due pratiche inscindibili.

F.V.: Hai un luogo “culto” dove lavori/nascono le tue idee?


E.M.: La cascina “La Fornace” è dove sono cresciuto, non posso non considerarlo come il luogo “culto” della mia ricerca, è partito tutto da lì. Anche se mi sono trasferito in città da tanti anni, è un luogo dove torno spesso; oltre al fatto che ci vive la mia famiglia, lo considero il mio studio, la mia fucina di idee. Da circa due anni è diventato uno spazio di ricerca anche per altri artisti, la mia vena curatoriale mi ha portato a creare un progetto chiamato “Residenza La Fornace”.

Autoriproduzione di una sedia-nido (omaggio a Enzo Mari, sedia n.1), 2018, legno - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Autoriproduzione di una sedia-nido (omaggio a Enzo Mari, sedia n.1), 2018, legno – courtesy of the artist

F.V.: Com’è il tuo rapporto con le nuove tecnologie?


E.M.: Oggi l’oggetto tecnologico è costantemente presente nelle nostre vite in un processo di addomesticamento reciproco, non possiamo non considerare la sua influenza anche nel mondo dell’arte. Dal punto di vista teorico, guardando tanto al mondo degli strumenti, sono interessato alla tecnologia in generale, da quella primitiva a quella più recente. Dal punto di vista pratico, invece, sperimento molto non solo con i materiali fisici, ma anche con le produzioni digitali, anche se il punto di partenza è sempre il mondo rurale.

Settembre, 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Settembre, 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale – courtesy of the artist
Settembre (dettaglio), 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Settembre (dettaglio), 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale – courtesy of the artist
Settembre (dettaglio), 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Settembre (dettaglio), 2017, ramo, staffa, tablet, immagine digitale – courtesy of the artist

F.V.: In molti tuoi lavori sono presenti riferimenti a magie e amuleti…


E.M.: L’interesse per la cultura contadina mi ha portato ad abbracciarne l’aspetto magico e le credenze popolari. Mi piace pensare alla produzione di opere d’arte come oggetti magici o propiziatori. Nel mondo magico contadino l’azione del ready-made e l’aspetto performativo generano una forza inattesa, alimentata spesso dalla fiducia della persona in un determinato oggetto o in una particolare azione. Allo stesso modo l’artista ripone la sua fiducia nell’opera, che diviene il suo alter-ego.


F.V.: Com’è stata la tua prima personale? Come ti sentivi?


E.M.: Per la mia primissima mostra personale ho lavorato proprio sull’idea di opera-amuleto. Ho giocato sulla ricerca personale di benessere finanziario e sull’aura magica generata attorno alle opere d’arte, usando elementi e antiche formule magiche per creare delle opere “portafortuna” personali. Per rispondere alla tua domanda: Mi sentivo speranzoso.


F.V.: C’è un tuo progetto al quale sei particolarmente legato?


E.M.: Sono legato a ciascuno dei mie progetti, in modo particolare al prossimo.

F.V.: Di cosa si tratta?


E.M.: Ho in programma una nuova mostra personale con la quale porterò avanti il pensiero sull’artista-cacciatore. Sto lavorando a delle sculture che prendono ispirazione estetica da specifiche trappole e richiami per uccelli. Sono strumenti usati dal cacciatore per sedurre la preda e che rielaboro come opere per sedurre il visitatore.


F.V.: Come hai vissuto il periodo del lockdown?


E.M.: Ho pensato molto, ero e sono tuttora molto preoccupato per la situazione globale. Non ho sentito l’esigenza di comunicare, ma di provare a riflettere su quello che stava succedendo. Ho preferito sospendere la produzione artistica per dedicarmi alla lettura, anche per cercare di recuperare un po’ di sana pigrizia.

Per attirare denaro, 2017, ramo di pioppo, cera, ferro, monete - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
Per attirare denaro, 2017, ramo di pioppo, cera, ferro, monete – courtesy of the artist
24 Giugno, 2017, installation view Spazio Manouno Treviglio, Luna Ruta, Tuono, Quercia - Edoardo Manzoni - courtesy of the artist
24 Giugno, 2017, installation view Spazio Manouno Treviglio, Luna Ruta, Tuono, Quercia- courtesy of the artist