LA MATERIA È NON MAI AL SUO POSTO

Frame dal video "I need More", 2017 - Matilde Sambo - courtesy of the artist and aA29 Project Room
Frame dal video “I need More”, 2017 – courtesy of the artist and aA29 Project Room

MATILDE SAMBO X FRANCESCA VITALE

Matilde Sambo, classe 1993, nasce a Venezia e si laurea in arti visive all’Università IUAV di Venezia; ora vive e lavora a Milano. Oltre alla partecipazione a numerose mostre collettive, nel 2019 espone nella aA29 Project Room la sua prima mostra personale dal titolo “Falsità in buona coscienza”. Nello stesso anno la giovane artista inizia la sua collaborazione con la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. L’artista lavora ragionando su dicotomie quali sacro – profano, naturale – artificiale, umano – animale. Le sue opere trasmettono una forte sensazione di atmosfera sacra, esibendo oggetti di natura misteriosa, simili a delle reliquie. Affascinata anche dal mondo del cinema, partecipa nel 2015 al Milano Film Festival con il suo video All These Things I Used To Have e nel 2017 ha scritto, girato e montano il cortometraggio I NEED MORE.

Frame dal video "Fairy Cage", 2017 - Matilde Sambo - courtesy of the artist and aA29 Project Room
Frame dal video “Fairy Cage”, 2017 – courtesy of the artist and aA29 Project Room

FV: Da figlia d’arte immagino tu abbia da sempre convissuto con quest’ultima e guardando il tuo portfolio si notano oltretutto diverse opere in collaborazione con tuo padre, Mauro Sambo. Com’è avvenuta la tua formazione artistica? 

MS: Ho sempre respirato arte in casa dei miei, e in maniera molto spontanea l’ho portata avanti attraverso studio e pratica. Mio padre, fin da quando ero piccola, mi ha coinvolto nei suoi progetti musicali e in maniera molto naturale abbiamo poi iniziato a suonare assieme più concretamente. Lui riesce a produrre suoni dagli strumenti più diversi: fiati, corde, percussioni… Sono le colonne sonore della mia infanzia, che con il tempo si sono unite ai miei suoni, che prendono vita da field recordings manipolati e riff di chitarra elettrica. Proprio ora stiamo lavorando a un nuovo progetto che uscirà tra qualche mese per l’etichetta greca Plus Timbre, con la quale abbiamo già avuto modo di lavorare in questi anni. 

FV: Cosa ispira maggiormente i tuoi lavori? 

MS: Non saprei darti una risposta univoca… Forse la body art è la corrente che più mi ha spinto in direzioni inaspettate e pensieri che porto ancora oggi nella mia ricerca in varie forme. 

FV: Tra i tuoi lavori artistici spiccano anche opere di video-arte alle quali sei arrivata attraverso il mondo della musica, come ti sei approcciata alla tecnica del video? 

MS: Frequentando amici musicisti e skaters, eravamo sempre con la macchina tra le mani, era una necessità che si è evoluta nel tempo. I video musicali sono stati la prima forma a cui mi sono avvicinata con un’attitudine di narrazione e ricerca che non fosse solo quella di filmare in modo istintivo. Scrivere script, anche se molto semplici, mi ha aiutato a formare e delineare un modo di raccontare storie che sto portando avanti anche ora. In questi giorni ho finito le prime riprese del mio progetto Vita come saliente avidità e sono convinta che il mio passato in ambito video abbia contribuito all’organizzazione di idee e pensieri ma anche a livello gestionale di persone e spazi. 

FV: Nel 2019 hai iniziato la tua collaborazione con la Fonderia Artistica Battaglia attraverso la quale realizzi molti dei tuoi progetti. Com’è nata questa cooperazione? 

MS: Un po’ per caso, un po’ per fortuna. Puntini che si uniscono, incontri giusti al momento giusto. 

FV: Una delle serie di lavori che hai fatto è quella dei reliquiari, mi puoi raccontare questo progetto? 

MS: La serie dei reliquiari, che conto di riprendere in futuro, è un qualcosa iniziato circa due anni fa. Ne ho già molto parlato, ma diciamo che il cardine è l’elevazione della reliquia non solo come resto umano da idolatrare, ma come frammento e totalità di tutta la natura. 

FV: Ho sempre pensato all’importanza e all’impatto che certi luoghi hanno su di noi, tu hai un luogo..? 

MS: Un po’ come mia indole ho la tendenza a cercare e ricercare continuamente un luogo stabile, quindi è per me difficile da identificare. Nell’ultimo anno mi sento molto attratta, e legata ogni volta che ci ritorno, da Napoli. 

FV: In qualità di giovane artista che riflessioni ti senti di poter fare pensando al mondo dell’arte e quali sono le tue maggiori ambizioni per il futuro? 

MS: Ho comprato recentemente il libro di Füssli “Aforismi sull’arte”; è sconvolgente leggere come molte delle sue riflessioni e affermazioni tra il 1788 e il 1818 si adeguino perfettamente all’oggi… 

FV: Quali sono le tue maggiori ambizioni? 

MS: Ho alcuni obiettivi chiari ai quali sto lavorando per raggiungerli, ma ci vogliono tempo e pazienza.

Utitled, 2019, foto, capelli, cera - Matilde Sambo - courtesy of the artist and aA29 Project Room
Utitled, 2019, foto, capelli, cera – courtesy of the artist and aA29 Project Room
Untitled monitor and materials - Omeostasi, 2019, monitor - Matilde Sambo - courtesy of the artist and aA29 Project Room
Untitled monitor and materials – Omeostasi, 2019, monitor – courtesy of the artist and aA29 Project Room
La materia non è mai al suo posto, 2019, bronzo e frammenti naturali - Matilde Sambo - courtesy of the artist and aA29 Project Room
La materia non è mai al suo posto, 2019, bronzo e frammenti naturali – courtesy of the artist and aA29 Project Room