OLTRE IL CONFINE

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Siamo orgogliosi di presentare “Oltre il confine”, un video che verrà proiettato all’interno del Padiglione Italia della Biennale di architettura di Venezia nei giorni 8,9 e 10 giugno in tre fasce orarie: 11:00-14:00-17:00.

Il video a cura di Sara Giaveno e Andrea Colucci, con le riprese e l’audio di Nicolò Pilon, Vittorio Zampinetti, Riccardo Lamarca, ha un focus particolare sul progetto ViaGuli37 (ne abbiamo parlato qui: https://www.osservatoriofutura.it/come-e-perche-e-viceversa/)

Per l’occasione, noi di Osservatorio Futura, abbiamo avuto l’immenso piacere di curare la mostra flash “Saluti dal Confine”, resa possibile grazie agli artisti Niccolò Calmistro, Luca Ceccherini, Guerrilla Spam, Luca Staccioli e Francesco Sollazzo.

Il progetto parla di riqualificazione urbana, di comunità e di collaborazione, temi a noi molto cari.


SARA GIAVENO

ViaGulli37 oltre il confine si identifica come un reportage di una realtà artistica propositiva. Il collettivo si inserisce in una dinamica di quartiere caratterizzata da complessità sociali ed impoverimento di attività creative capaci di innescare circoli virtuosi di incontro e di scambio. In questo contesto, ViaGulli37 si rivela come elemento dirompente capace di riqualificare un luogo di transito adibito ai veicoli in botteghe d’artista ed in spazi espositivi. Il reportage si propone di raccontare e documentare un esempio virtuoso in ambito di riuso adattativo di luoghi secondari e limitrofi per irradiare contenuti creativi in quartieri dimenticati. Che si possa un giorno, più spesso, avere realtà artistiche come vicini della porta accanto.


OSSERVATORIO FUTURA

La mostra che si vede nelle riprese è “Saluti dal Confine”, a cura di Francesca Disconzi e Federico Palumbo per Osservatorio Futura. Ci teniamo a condividere il foglio di sala, per chi non era presente:

Saluti dal Confine, installation view

Tutta la mostra e i vari lavori esposti sono stati accostati grazie a una suggestione più che per  merito di un tema preciso e univoco. Il confine è concetto che ancora svolge un ruolo importante  all’interno delle nostre vite. E come tale obbliga a ragionarci su. Ma non per urgenza specifica.  Piuttosto come fascinazione, palla da prendere al balzo per poi stopparla e infilarla in rete. Le  varie opere sono dunque da intendere come uno sguardo, un flash che, a sua volta, sprigiona  diverse e molteplici considerazioni su moltissime altre questioni.  

La nostra marginalità – all’interno del sistema e della città – come Osservatorio Futura ViaGulli37, è forse il primo incipit dal quale siamo partiti per il ragionamento. Ma sempre tenendo  conto che l’essere confinati in un punto piuttosto che in un altro è molto spesso solo questione di  fortuna o, più precisamente, di prospettiva. Salutare dal confine, invitandovi tutti a partecipare, ci  sembrava allora cosa buona e giusta. 

L’esibizione, che si svolgerà solamente durante la giornata del 31 maggio, è un pretesto per  dialogare su concetti come: confine tra spazio privato e condiviso; memoria storica e personale;  marginalità e centralità.  

Gli artisti selezionati – Niccolò Calmistro, Luca Ceccherini, Guerrilla Spam, Luca Staccioli,  Francesco Sollazzo – offrono la possibilità di valutare il ruolo e la declinazione di tutte queste  influenze all’interno della ricerca artistica contemporanea. 

Confine tra l’uomo – la propria soggettività e i propri sentimenti – e la natura, dunque l’esterno.  Confine dinamico e fluido tra diversi spazi, tempi e dimensioni. Confine come memoria – storica,  violenta – che diventa pretesto per una rielaborazione personale. Il confine come spazio identitario  di una nazione che, tramite la bandiera, delimita il proprio territorio. Il confine politico inteso come  frontiera. E ancora il confine tra lo spazio privato e pubblico, tra la città e la periferia. A tutto  questo si aggiungono diversi altri piani di lettura; in primis quello della memoria, che può  assumere il ruolo di luogo confinato o confinante. Inclusivo o esclusivo. 

Concetti che si presentano costantemente e inevitabilmente come qualcosa di immateriale ma  profondamente palpabile. Che ruolo hanno, come sono vissuti e come possono essere declinati –  formalmente e poeticamente – dagli artisti? Come possono strutturarsi e manifestarsi nella ricerca  contemporanea? 

L’idea di confine tra spazio privato e spazio condiviso fa da sfondo all’esibizione, allestita  volutamente fra quello privato condominiale e quello del cortile condiviso, inteso come luogo di  aggregazione. Inoltre, la modalità di fruizione delle opere, tesa tra l’esterno e l’interno, costringe  una mobilità perenne del visitatore. Le opere di Staccioli e Sollazzo possono essere fruite soltanto  dall’esterno, mentre le opere di Calmistro e Ceccherini si mostrano interamente ed  esclusivamente entrando nello spazio espositivo. L’opera-azione dei Guerrilla Spam, invece,  annulla tutto ciò che è stato detto in precedenza: niente più ‘esterno’ o ‘interno’. Solamente  dialogo fra le parti che si fanno tutt’uno. Comunità.  

Niccolò Calmistro presenta la sua installazione (Confine, 2017) composta da un fascio di luce  calda generato dal laser che perfora il congelatore, attraversandolo da parte a parte e  proiettandosi sul suo limite opposto. I fori realizzati permettono alla luce di compiere il suo corso,  attraversando – come in un buco nero – due spazi temporali. Il lavoro indaga la trasformazione  della luce che, ad opera del calore, in questo salto da una dimensione all’altra, appare materica,  trasformandosi in segno visibile. Dapprima ferma, effimera nella sua essenza tiepida, in una  dimensione temporale ghiacciata, la luce prende vita dal calore che entra nel congelatore.  Quest’ultimo ne alterna fasi di maggiore e minore intensità, determinandone un tempo vitale. Un  confine evanescente e cangiante, che separa e unisce due diverse dimensioni. 

Niccolò Calmistro, Confine, 2017

Luca Ceccherini all’interno delle sue opere (Ritratto in adolescenza, 2021; Cinta muraria, 2021)  ‘rivisita’ la celebre Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. La ripresa storica del conflitto ‘di  confine’ tra senesi e fiorentini diventa qui pretesto per dipingere. Ancora, la battaglia svuotata da  ogni connotazione storica è intesa come matrice primaria che spinge il gesto pittorico e la stessa  citazione a Paolo Uccello, fonte dalla quale attingere per l’artista, insieme a Piero Della Francesca,  è confine effimero fra passato e presente. La scelta di confrontarsi con immagini iconiche,  pensate appositamente per essere inserite in un contesto di avvenimenti narrati, permette 

all’artista di operare per sottrazione. Frammentando le immagini trattate in una costellazione di  elementi, Ceccherini va a creare una linea narrativa che si manifesta esclusivamente per  accostamento di idee. Inserire o evidenziare un elemento di lettura interno di un immagine  permette così di rendere accessibile e riconoscibile il contesto da cui è stata estrapolata,  evidenziando il tracciato iconologico a cui essa appartiene.  

Luca Ceccherini, Ritratto in adolescenza, 2021; Cinta muraria, 2021

Francesco Sollazzo con le sue bandiere (Senza titolo (Spaziale), 2020) esposte sui balconi del  condominio amplia lo spazio di intervento e dunque della mostra. I simboli protagonisti delle  opere, provenienti da territori altri, rimandano all’archeologia misteriosa e sono collegati alla teoria  degli antichi astronauti, tesi pseudoscientifica che ipotizza la visita di civiltà extraterrestri sul suolo  terrestre in tempi remotissimi; qui diventano testimoni di un luogo ‘utopico’, distante, capace di  annullare confini cosmici e temporali.   

Francesco Sollazzo, senza titolo (Spaziale), 2020 – courtesy dell’artista

Luca Staccioli con la sua opera video (Please stand behind the yellow line (DHG), 2019) mostra  gesti umani e quotidiani marcati da guanti gialli, scanditi dalla sveglia di un cellulare. È un viaggio  all’interno degli spazi di confine, di divisione, dove le distanze tra l’uomo, la soggettività, le  emozioni e la natura acquistano un valore inedito. Lo spaesamento distopico, alimentato da una  senso di distanza rappresentato dal ‘filtro’ del guanto giallo, annulla il corpo umano confinandolo,  ma facendolo comunque sopravvivere tramite i suoi resti.  

Luca Staccioli, Please stand behind the yellow line (DHG), 2019

I Guerrilla Spam con l’opera formato poster (Compiti per casa, 2017), che è parte dell’azione  svoltasi a Venezia nello stesso anno, indagano il concetto di confine politico e lo scambio  umanitario che può intercorrere tra le nazioni. Partendo da uno studio dei rapporti storici di  reciproco aiuto tra la città di Venezia e l’Albania, la discussione sui flussi migratori è riportata alla  questione basilare “aiutare chi ha bisogno d’aiuto”. I quaderni di Compiti per Casa con esercizi  elementari, sono stati distribuiti nelle calli durante l’azione tenutasi a Venezia sempre nel 2017.  Essa prevedeva poi una seconda parte di percorso in imbarcazione con la declamazione degli  esercizi tramite megafono. Per l’occasione, si è deciso di distribuire i vari materiali ai fruitori della  mostra, sparsi tra il “dentro” e il “fuori” dell’esibizione, annullando così – anche ‘formalmente’ –  ogni idea di confine. L’esibizione flash coincide con la chiusura della mostra “Abbiamo invitato un po’ di artisti nello  Spazio” presso Osservatorio Futura e la perdita dello spazio espositivo di Via Gulli 37, acquistato  da un nuovo proprietario. Nuovamente, allora: saluti dal confine!

Guerrilla Spam, poster A3, Compiti per casa, 2017

Autori del video e del montaggio:

Sara Giaveno

Andrea Colucci

Riprese video e audio di:

Nicolò Pilon

Vittorio Zampinetti

Riccardo Lamarca

Andrea Colucci, Sara Giaveno

Le immagini sono cortesia degli autori.